Povoletto

CASTELLO DELLA MOTTA – museo ANTIQUARIUM DELLA MOTTA E MOSTRA DEL FOSSILE

antiquarium della motta povolettoIl Castello della Motta sorge su un crinale posto alla confluenza del torrente Torre e del Rio Motta, in località Savorgnano del Torre (Povoletto, UD). Il castello fa parte di quel complesso di siti fortificati che sorsero lungo la fascia pedemontana orientale del Friuli tra i sec. XI e XIV. Gli scavi eseguiti sulla parte sommitale del castello hanno permesso di ricostruire le fasi di vita del sito; un primo insediamento altomedievale, con la presenza di una casa-torre ascrivibile al VIII-XI sec., che ha subito nel corso dei secoli molti ampliamenti ed evoluzioni strutturali, fino a presentarsi, tra il XIV e il XV sec., come un complesso massiccio dotato di mastio poligonale e difeso da tre cerchie murarie. L’importanza del sito risiede anche nel fatto che il castello della Motta è un complesso fortificato completamente medievale, visto il suo precoce, quanto traumatico abbandono agli inizi del XV sec.

Nel corso dei secoli si assiste ad una vivace dinamica costruttiva con frequenti trasformazioni delle strutture del castello. Ad un’attenta analisi delle strutture murarie, le tracce visibili ci parlano di interventi più o meno importanti, legati a lavori di ordinaria manutenzione e soprattutto ad interventi di fortificazione, riconducibili alle dinamiche dei cambi gestionali dei nobili proprietari del castello. I materiali esposti nelle vetrine di questa sezione saranno, pertanto, esplicativi delle modalità costruttive e dei materiali impiegati.

La sezione ospita una vasta gamma di reperti che ci comunicano la ricchezza della nobile famiglia dei Savorgnan, proprietari del castello, e ci informano su quali fossero le attività artigianali che si svolgevano tra le mura; dall’agricoltura alla macinazione dei semi raccolti, dalla caccia all’allevamento, passando per la macellazione delle carni, la lavorazione dell’osso e la filatura e tessitura della lana. Notevoli, poi, le tracce delle attività di fucina, per la lavorazione del metallo e del vetro e, infine, l’attività degli scalpellini, impegnati nella lavorazione della pietra. Sono tanti anche i reperti, vasellame soprattutto, che ci danno notizie sulla cucina e le dispense, ma anche sulla ricca mensa dei feudatari, addobbata con oggetti unici e preziosi, quali una saliera in argento o dei grossi piatti in rame, reperti in vetro e vasellame finemente decorato, sia di produzione locale che d’importazione.

cit. www.antiquariumpovoletto.it

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